(DIRE) Roma, 10 ott. – L’associazione onlus A.I.D.A. (Associazione Italiana Diversi Alternativi) con il suo Presidente, Ileana Argentin, lancia l’iniziativa Braccialetti Colorati “No Femminine ma Donne”, a sostegno delle donne e contro la violenza, venerdi’ 12 ottobre a Roma dalle ore 16 alle 18 in via di Torrevecchia dopo la chiesa dei Monfortani, di fronte la pista ciclabile. “L’iniziativa” – sostiene il Presidente Argentin – “nasce dall’urgenza di continuare a parlare di donne e della violenza che, purtroppo, continua a registrarsi quotidianamente. Uno dei principi sui quali si basa e ispira la onlus e’ proprio quello di combattere ogni forma di pregiudizio, stereotipo culturale e stigma. Il numero dei femminicidi nel nostro Paese e’ sempre molto alto, cosi’ come il numero delle violenze, spesso taciute, ed e’ consequenzialmente variabile quello delle denunce”. Per l’occasione saranno distribuiti dei braccialetti colorati che riportano la scritta “No Femmine ma Donne”, proprio a volere rivendicare la condizione e natura senza alcun tipo di stereotipo, timore, con la convinzione di tornare a sentirsi sempre piu’ sicure nel proprio quotidiano, al lavoro, nella famiglia. Le cifre che l’Istat, di anno in anno, aggiorna, rivelano che la violenza sulle donne continua a essere un tema centrale e difficile: la maggior parte sono violenze domestiche, perpetrate dal proprio compagno, amante, marito, anche alla presenza dei figli. Le donne non sempre denunciano, perche’ ricattate o perche’ non vogliono annichilire la propria famiglia, quanto costruito anche su presupposti sbagliati, sovente malati. “Le donne si vergognano e provano timore in un perverso meccanismo vittima-carnefice” – continua Argentin – “la violenza non ha appartenenza culturale, ma e’ trasversale al censo, alla classe sociale, all’istruzione, cosi’ come alla nazionalita’ e provenienza geografica. Tanto per sgomberare il campo da ogni facile strumentalizzazione politica”. Sono a maggioranza italiani i maschi che scelgono come propria vittima la compagna o moglie, sempre italiana, per gran parte dei casi, che se coraggiosa trova la consapevolezza e poi il coraggio di ricorrere ad un centro antiviolenza, dove potere essere confortata e documentata sugli iter da seguire per cautelarsi. Gli amori malati non sono amori, sono forme sentimentali tossiche e pericolose. Le statistiche ce lo ricordano ogni giorno, cosi’ come la donna fa fatica a sentirsi completamente inclusa, senza il pericolo di fraintendimenti, allusioni, di dover sottostare a ricatti psicologici, districarsi in zone opache e grigie con enormi difficolta’. “Molto sta cambiando” – ribadisce Argentin- “ma mai smettere di creare manifestazioni ed eventi per veicolare messaggi importanti, soprattutto attraverso la comunicazione, declinata differentemente, per smuovere consapevolezze, coscienze e forze”. Questa e’ solo la prima di una serie di iniziative che dal mese di ottobre, fino ad arrivare al 25 novembre prossimo, Giornata Internazionale promossa dall’ONU Contro la Violenza sulle Donne, vedra’ A.I.D.A. e i suoi soci ulteriormente impegnati nel tutelare la donna da ogni forma di violenza. “Le donne si vergognano e provano timore in un perverso meccanismo vittima-carnefice” – continua Argentin – “la violenza non ha appartenenza culturale, ma e’ trasversale al censo, alla classe sociale, all’istruzione, cosi’ come alla nazionalita’ e provenienza geografica. Tanto per sgomberare il campo da ogni facile strumentalizzazione politica”. Sono a maggioranza italiani i maschi che scelgono come propria vittima la compagna o moglie, sempre italiana, per gran parte dei casi, che se coraggiosa trova la consapevolezza e poi il coraggio di ricorrere ad un centro antiviolenza, dove potere essere confortata e documentata sugli iter da seguire per cautelarsi. Gli amori malati non sono amori, sono forme sentimentali tossiche e pericolose. Le statistiche ce lo ricordano ogni giorno, cosi’ come la donna fa fatica a sentirsi completamente inclusa, senza il pericolo di fraintendimenti, allusioni, di dover sottostare a ricatti psicologici, districarsi in zone opache e grigie con enormi difficolta’. “Molto sta cambiando” – ribadisce Argentin- “ma mai smettere di creare manifestazioni ed eventi per veicolare messaggi importanti, soprattutto attraverso la comunicazione, declinata differentemente, per smuovere consapevolezze, coscienze e forze”. Questa e’ solo la prima di una serie di iniziative che dal mese di ottobre, fino ad arrivare al 25 novembre prossimo, Giornata Internazionale promossa dall’ONU Contro la Violenza sulle Donne, vedra’ A.I.D.A. e i suoi soci ulteriormente impegnati nel tutelare la donna da ogni forma di violenza. (Comunicati/ Dire) 15:18 10-10-18 NNNN