Non prendiamoci in giro: anche “il migliore” tra noi ha qualche pregiudizio su un determinato argomento. Per quanto mi riguarda ho vissuto il preconcetto relativamente alla Sanità Pubblica, con cui ho avuto a che fare recentemente per situazioni famigliari. È stato un momento particolarmente delicato, tragico, in cui, però, ho scoperto una sensibilità e testato una professionalità che non mi aspettavo. Dai medici a quelli che una volta si chiamavano portantini, dagli infermieri agli impiegati delle ASL, ho trovato professionalità, comprensione e, spesso, una parola di conforto: tutte eventualità che non credevo potessero esserci in questo comparto. Ora, e lo dico col massimo rispetto per chi ha dovuto invece affrontare – o subire – problemi con la Sanità pubblica, non nego esistano tantissime cose migliorabili: ma trovare empatia in persone che hanno vissuto il tuo stesso percorso, medici che addirittura ti lasciano il proprio cellulare per essere contattati anche fuori orario di lavoro e qualità del servizio offerto, sono comunque realtà che esistono. Sta alla politica e (anche) a noi valorizzare il meglio e rifuggire il pregiudizio: neanche nella Sanità pubblica si può e si deve generalizzare. Un’altra barriera da abbattere. Un altro compito da affrontare per noi di A.I.D.A.

Diego Angelino
Consigliere A.I.D.A