Sono avvocato, formalmente, da un’inezia meno di quindici anni, ma si può dire che lo sono sempre stata, peraltro di un tipo particolare e non solo perché sono disabile.
Per storia familiare e personale infatti, mi sono sempre interessata del diritto, ed in particolare dei diritti delle persone fino a farne una occupazione a tempo pieno, ed impegnandomi al massimo per la cura dei diritti dei singoli in uno con l’affermazione degli ideali di uguaglianza e giustizia sociale che, in chiave moderna, si definiscono pari opportunità.
Queste ultime sono una cosa seria, che non riguarda solo, anche se cosi sono nate, l’uguaglianza di genere o l’equilibrio nelle rappresentanze pubbliche ma rappresenta a mio modestissimo avviso la forma più avanzata di uguaglianza in quanto implica la valorizzazione delle differenze.
Il progetto di A.I.D.A. mi ha coinvolto da subito perché è qualcosa che parte proprio dalle pari opportunità, chiedendo alle persone un impegno diretto per cambiare le cose sul territorio e perché – in tanti anni – mi sono resa conto che quando ci si impegna personalmente – mettendoci la propria voce e la propria faccia le cose possono cambiare, per se stessi e per la società.
E’necessario continuare – in questo periodo storico in particolare – a fare cultura dell’inclusione con tutti i mezzi possibili ed è un compito che sento mio e nel quale posso mettere a disposizione le mie abilità, perché scontrarsi con la normalità del pregiudizio è qualcosa che se le prime volte fa male, alla lunga rafforza.
L’obiettivo che voglio condividere è quello di riuscire a mantenere uno standard di tutela elevato ed universale lavorando nel contempo per aumentare la consapevolezza e la capacità di resilienza delle persone con disabilità o in condizione di fragilità.

 

Avv. Silvia Assennato