Finchè c'è Vita, c'è Speranza!

                           


Il nuovo Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva promuove 10 principi di stile per scegliere parole di inclusione e non di esclusione

Poichè siamo quello che comunichiamo, la scelta delle parole è scelta di approccio alla realtà che ci circonda. E la realtà che ci circonda sono anche gli altri: tutti. Parte da questo presupposto l’integrazione del Manifesto della comunicazione non ostile, presentata le scorse settimane dall’associazione Parole Ostili, che nell’aggiunta di quelle due parole, e inclusiva, dichiara con ancora maggior efficacia il suo intento di unire e non distanziare, aggregare e non separare, avvicinare e non allontanare, attraverso le parole e la comunicazione che scegliamo di usare, anche e soprattutto chi rischia di stare ai margini.

Sono dieci principi di stile a cui ispirarsi per scegliere parole giuste, parole che sappiano superare le differenze, oltrepassare i pregiudizi e abbattere i muri dell’incomprensione. Parole che ci liberino dalle etichette, che non ci isolino, che non ci facciano sentire sbagliati. È il Manifesto di chi quotidianamente rischia di restare ai margini, e non sono pochi. Basta farsi un giro tra i social per imbattersi su insulti, odio e intolleranza sparati a pioggia dietro la protezione di un anonimato virtuale. Una ricerca di due anni fa realizzata da Vox- Osservatorio italiano sui diritti, rilevava che su Twitter donne, omosessuali, ebrei, disabili sono ancora gruppi bersaglio di haters. Una comunicazione che riflette e rinfocola l’intolleranza che ancora serpeggia, a sacche numerose, nella nostra Italia.

Ecco il perché di un richiamo a una comunicazione diversa, responsabile, aperta.
Il nuovo Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva, che già campeggia su una colonna della nostra redazione di Padova, dovrebbe essere appeso nelle aule delle scuole, ma anche nelle stazioni dei bus, nelle biblioteche, nelle bacheche del supermercato. Perché la comunicazione che mettiamo in atto è scelta quotidiana, di ogni giorno, di ogni incontro. E allora scegliere di non promuovere odio ed ostilità ma piuttosto riflessione, ascolto, rispetto, può e deve diventare il modo in cui decidiamo di approcciarci all’altro: alla persona disabile, alla persona straniera, alla persona di qualsiasi orientamento religioso o sessuale.

Orgogliosi di aver contribuito in una piccolissima parte alla stesura del Manifesto, ve ne proponiamo qui tutti e 10 i principi: scegliete quello che preferite e fatelo vostro. Possiamo tutti fare la differenza! (Sotto all’immagine trovate la trascrizione dei 10 principi contenuti ella foto).

manifesto comunicazione non ostile inclusiva

1. Virtuale è reale
Comunico in rete come faccio nel mondo reale, rispettando le persone e le loro differenze, le fragilità e i punti di forza. Scelgo di includere, senza giudicare o discriminare.

2. Si è ciò che si comunica
Rispetto la mia identità e decido liberamente di definirmi per come sono, o di non definirmi affatto. Accolgo la complessità e la molteplicità. Valorizzo la diversità creativa.

3. Le parole danno forma al pensiero
Evito con cura stereotipi, cliché, allusioni o modi di dire offensivi o sminuenti.
Contrasto ogni pregiudizio. Scelgo sempre parole chiare e facili da comprendere, corrette, gentili.

4. Prima di parlare bisogna ascoltare
Costruisco relazioni fondate sull’ascolto paziente, la comprensione e l’empatia.
So che opinioni diverse allargano il mio orizzonte, e che dallo scambio nasce il senso di comunità.

5. Le parole sono un ponte
Coltivo la curiosità, l’apertura, il dialogo positivo che nasce quando si superano le barriere mentali, sociali, culturali, gerarchiche. Il mio linguaggio sa creare inclusione e cittadinanza.

6. Le parole hanno conseguenze
So che le parole possono ferire o curare, sostenere o schiacciare. Parlo in modo tale da comprendere tutte le identità, le condizioni, le appartenenze, gli orientamenti e le culture.

7. Condividere è una responsabilità
Prima di condividere testi, video o foto mi domando se aggiungono qualità alla discussione e se promuovono il rispetto. Verifico che le fonti siano oneste, neutrali e veritiere.

8. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare
Valorizzo la pluralità delle opinioni e delle esperienze e accolgo ogni diverso pensiero come una ricchezza. Se dissento, favorisco un confronto aperto, civile e costruttivo.

9. Gli insulti non sono argomenti
Insultare è un modo di esprimersi violento e primitivo. È doppiamente deplorevole se si indirizza a chi è discriminato e sperimenta la povertà, il disagio, la paura, lo stigma o l’emarginazione.

10. Anche il silenzio comunica
Scelgo il silenzio per ascoltare e ragionare meglio. O per spegnere polemiche distruttive. O quando non ci sono parole adeguate, e un gesto di empatia vale più di ogni discorso.

Tratto da: https://www.disabili.com/amici-e-incontri/articoli-amici/siamo-cio-che-comunichiamo-rifiutiamo-il-pregiudizio-lo-stigma-e-le-etichette-scegliendo-parole-non-ostili


Scuola, Argentin: Troppi disabili senza insegnanti di sostegno

Scuola, Argentin: Troppi disabili senza insegnanti di sostegno Roma, 17 set. (LaPresse) - "Parole, Parole, parole come diceva la canzone di Mina. La scuola non garantisce gli Insegnati di Sostegno per gli alunni con Handicap, quest'anno la scusa è il covid-19, ma la situazione è quella di sempre. Non è possibile, che gli studenti con difficoltà non possono frequentare come i lori compagni le lezioni, sono migliaia i giovani costretti a casa per la mancanza dei Docenti dovuti a loro in base alla normativa". Lo scrive in una nota Ileana Argentin."Cara Azzolina e caro Conte, gli alunni Disabili hanno le stesso diritto di tutti gli altri di frequentare le loro classi. Che vergogna! Vorrei ricordare hai politici responsabili che istruire e integrare oggi significa non assiestere domani e questo vale per tutti". POL NG01 rib 171631 SET 20

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CORONAVIRUS. ARGENTIN: ATTENZIONE A NUOVE FORME DI CACCIA ALLE STREGHE

 

ATTENZIONE A NUOVE FORME DI CACCIA ALLE STREGHE (DIRE) Roma, 27 feb. - "Drammatica la situazione odierna, la gente e' completamente fuori di testa. Da chi gira con guanti e mascherina a chi sostiene che e' tutto un gioco dei politici. E, insomma, come sempre, l'Italia si divide in 'complottisti' ed 'esagerati'. Ieri ho assistito ad una scena vergognosa, di fronte a un supermercato una signora allontanava, strattonandolo, il proprio bambino da una donna con gli occhi a mandorla... Incredibile, era una giovane ragazza nata in Italia e cittadina romana. Ma lo stereotipo ha gia' avuto il sopravvento. Non solo i ristoranti cinesi vuoti cosi' come i negozi gestiti da loro affollati fino a ieri e oggi vuoti, ma e' iniziata anche una sottile caccia alle streghe che esclude i 'diversi', questa volta, non neri ma gialli. Attenzione, anche noi all'estero in questa fase siamo definiti untori. Oggi a loro, domani a noi". Lo dichiara in una nota Ileana Argentin, presidente dell'Associazione A.I.D.A. onlus. (Vid/ Dire) 10:36 27-02-20 NNNN

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CORONAVIRUS. ARGENTIN: LE MASCHERINE FANNO TENDENZA


DIR1990 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT CORONAVIRUS. ARGENTIN: LE MASCHERINE FANNO TENDENZA (DIRE) Roma, 11 giu. - "Per tanti anni ci siamo chiesti noi disabili, perche' si costruiva il mondo con le barriere architettoniche. Non e' mai stato un problema economico progettare una rampa invece di una scalinata, un'ascensore da 70 cm piuttosto che da 40 cm eppure le cose non sono mai cambiate. Oggi finalmente proprio grazie al coronavirus, forse abbiamo trovato un 'motivo' ed una spiegazione vi spiego: Le barriere non sono costruite contro i disabili ma nel rispetto di una estetica folle e grottesca dove le cose piu' complicate e meno funzionali trovano maggior spazio nelle nostre comunita', cioe' per molti 'le cose sono belle quando non sono per tutti'. Il coronavirus con l'uso delle mascherine ce ne sta dando una riprova, sono senza parole", dichiara Ileana Argentin Presidente delle Associazioni ALM e A.I.D.A.(nate in risposta ai bisogni dei disabili), che aggiunge: "Incredibile ma vero, 'la mascherina' e' diventata tendenza e look, se giri per le strade di Roma ne vedi di tutte le forme e colori, con Paillettes, frasi e scudetti delle varie tifoserie per poi passare a parole divertenti di film famosi e poi cuoricini, fiorellini quadretti insomma chi piu' puo' piu' ne mette! Incredibile, anche le mascherine fanno la diversita'... Ho visto persone che pur se mezze soffocate le portavano anche da soli in macchina perche' sono diventante vere e proprie accessori e non piu', come dovrebbero, dispositivi sanitari. Siamo un popolo fantasioso ma lasciatemelo dire non costruiamo la nuova barriera della mascherina! C'e' chi puo' pagarle solo 40 centesimi, abbiate pieta', non ponetevi a tutti i costi in modo diverso, ricordatevi che non e' un optional ma una necessita' irrununciabile". (Vid/ Dire) 15:50 11-06-20 NNNN

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Libro Consigliato: “TOTTI – Il giorno impensabile del Capitano infinito”.

 

Paolo Marcacci - Insegnante di lettere e giornalista sportivo e Diego Angelino - Segretario e consigliere dell’Associazione A.I.D.A - tornano nelle librerie fisiche e online con “TOTTI: Il giorno impensabile del Capitano infinito” (Kenness Edizioni).

Il libro è un corposo aggiornamento del precedente “TOTTI – Il Capitano infinito” - straordinario successo editoriale del 2016, scritto sempre dai due giornalisti romanisti – e racconta con passione e tramite l’aneddotica i momenti salienti degli ultimi tre anni di vita romanista di Francesco Totti: dal Roma-Sampdoria del settembre 2016 al 17 giugno 2019, giorno della conferenza stampa d’addio del Capitano alla Sua seconda madre.

Voluto dall’editore milanese Kenness, il libro – corredato da molte foto del Totti calciatore – celebra quell’immedesimazione (“Totti è la Roma”) indicata dalla Curva Sud con la scenografia proposta nell’ultima gara del Totti calciatore.

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Coronavirus, Argentin: Come fanno genitori che lavorano entrambi con i figli?

Coronavirus, Argentin: Come fanno genitori che lavorano entrambi con i figli? Roma, 4 mar. (LaPresse) - "Caro Conte,capisco che il momento sia difficile, che la salute è il primo diritto che va garantito, ma attenzione, non dimentichi le migliaia di genitori che lavorano. In poche ore, ho ricevuto centinaia di E-mail di mamme e papà preoccupati per la chiusura delle scuole, non sanno con chi lasciare i propri figli da domani mattina. Lei e la sua squadra riflettete su questa cosa e permettete a uno dei due genitori lavoratori di essere giustificato sul posto di lavoro perchè rimanere a casa per loro non è una scelta ma un dovere familiare". Lo dichiara in una nota L'On. Ileana Argentin - Presidente dell'Associazione A.I.D.A. Onlus. POL NG01 acp 041650 MAR 20